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La Composizione Negoziata della Crisi (CNC)

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L’istituto della Composizione Negoziata della Crisi (CNC) rappresenta nel 2026, nell’ambito del sovraindebitamento, lo strumento d’elezione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) per prevenire il dissesto e salvaguardare la continuità aziendale. Introdotta per favorire una risoluzione tempestiva degli squilibri economici, la CNC ha segnato il definitivo abbandono della logica punitiva della vecchia legge fallimentare in favore di un approccio preventivo e stragiudiziale.

Il nuovo paradigma della prevenzione nella Composizione negoziata della crisi

L’evoluzione normativa, culminata con il Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024), ha stabilizzato la CNC come un percorso esclusivamente volontario e riservato, attivabile dall’imprenditore commerciale o agricolo.

Rispetto al passato, il focus si è spostato sulla rilevazione precoce dei segnali di allerta tramite assetti organizzativi adeguati (ex art. 2086 c.c.), obbligatori per intercettare lo squilibrio nei dodici mesi successivi. La giurisprudenza di merito (es. Tribunale di Milano, 2019) ha chiarito che l’inerzia dell’amministratore di fronte ai segnali di crisi configura una grave irregolarità gestionale. Nel 2026, la CNC non è più una scommessa procedurale, ma un pilastro della governance societaria orientata al risanamento.


Presupposti di accesso e reversibilità dell’insolvenza

L’accesso alla CNC è consentito non solo in presenza di uno squilibrio che renda probabile la crisi, ma anche in caso di insolvenza conclamata, purché essa risulti reversibile. Il “vero fulcro logico” dell’istituto è la ragionevole perseguibilità del risanamento.

Soggetti ammessi

Tutti gli imprenditori iscritti nel Registro delle Imprese, comprese le imprese minori (sottosoglia) e le società agricole.

La prosecuzione dell’attività

Il Tribunale di Bologna (maggio 2025) e il Tribunale di Como (luglio 2025) hanno ribadito che la CNC non può essere utilizzata per scopi meramente liquidatori. Se il piano non prevede la prosecuzione dell’attività (diretta o indiretta), la procedura deve essere archiviata per mancanza di prospettive.

Test Pratico

La piattaforma telematica offre un test preliminare che, basato sul rapporto tra debito e flussi di cassa, assegna un punteggio di difficoltà; un indice superiore a 5 segnala la necessità di discontinuità manageriale.


Il Test Pratico di Autovalutazione

Il Test Pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento rappresenta il primo filtro operativo per l’accesso alla Composizione Negoziata della Crisi (CNC). Disponibile sulla piattaforma telematica nazionale gestita dalle Camere di Commercio, questo strumento consente all’imprenditore di ottenere una valutazione preliminare e oggettiva del grado di difficoltà della propria impresa. Sebbene la sua compilazione sia facoltativa al momento della presentazione dell’istanza, essa è fortemente raccomandata per fornire all’esperto e ai creditori un quadro informativo trasparente sulla sostenibilità del debito.


Funzionamento e Metodologia di Calcolo

Il test si fonda sulla misurazione della capacità dell’impresa di generare flussi finanziari annui a servizio del debito. Il calcolo si basa sul rapporto tra due grandezze fondamentali:

  • A (Numeratore – Debito da ristrutturare): Include il debito scaduto (anche iscritto a ruolo), le linee di credito non rinnovabili, le rate di mutui e finanziamenti in scadenza nei due anni successivi e gli investimenti straordinari necessari. Questo valore viene depurato dalle risorse ritraibili dalla dismissione di cespiti non strategici e da nuovi conferimenti di capitale o finanziamenti già deliberati.
  • B (Denominatore – Flussi annui a regime): Rappresenta il Margine Operativo Lordo (MOL) prospettico normalizzato, ovvero i flussi finanziari che l’impresa è mediamente in grado di generare annualmente a pieno regime.

Interpretazione degli Indici e Gradi di Difficoltà

L’indice risultante esprime il numero di esercizi necessari per sanare il debito pregresso attraverso i flussi della gestione corrente. La normativa (D.M. 21 marzo 2023) individua tre fasce di criticità:

  1. Indice ≤ 2 (Difficoltà Contenuta): Il risanamento è considerato ragionevolmente perseguibile con misure ordinarie.
  2. Indice tra 3 e 6 (Difficoltà Critica): Il risanamento richiede probabilmente interventi di discontinuità, come la cessione di rami d’azienda o operazioni straordinarie.
  3. Indice > 6 (Difficoltà Molto Critica): La situazione è di estrema gravità; il risanamento è perseguibile solo attraverso profonde iniziative di discontinuità manageriale o industriale.

La Soglia di Allerta dell’Indice 5

Secondo la prassi consolidata e i principi di comportamento, un esito del test con un indice superiore a 5 costituisce un segnale di crisi grave. In questi casi, l’esperto indipendente è tenuto a valutare con estremo rigore la sussistenza di concrete prospettive di risanamento. Se non emergono soluzioni strategiche credibili in grado di invertire il trend negativo o se manca una reale discontinuità nella gestione, l’esperto deve procedere alla richiesta di archiviazione dell’istanza per mancanza di prospettive.


Rilevanza del Test per l’Esperto e per il Tribunale

Il test pratico non è vincolante, ma assume una valenza probatoria significativa nelle diverse fasi della procedura:

  • Per l’Esperto: È uno strumento metodologico essenziale per verificare la coerenza del progetto di piano rispetto alla reale situazione contabile e per decidere se avviare o meno le trattative con i creditori.
  • Per il Tribunale: In sede di conferma delle misure protettive o cautelari, il Giudice tiene conto degli esiti del test pratico per valutare il fumus boni iuris, ovvero la reale possibilità che le trattative sfocino in un risanamento efficace dell’impresa.

Integrazione con la Lista di Controllo (Check-list)

Ai sensi dell’art. 17, comma 3, lett. b), il progetto di piano deve essere redatto secondo le indicazioni della lista di controllo particolareggiata resa disponibile dal Ministero della Giustizia. Il test pratico agisce in sinergia con la check-list, poiché i dati inseriti nel test devono trovare riscontro analitico nel piano finanziario a sei mesi e nelle strategie di intervento delineate dall’imprenditore per rimuovere le cause della crisi.

L’Esperto Indipendente e le Misure Protettive

L’Esperto Indipendente è il perno delle trattative: un facilitatore terzo che non sostituisce l’imprenditore ma media tra questo e i creditori.

Doveri dell’Esperto

Deve verificare la coerenza del piano e, secondo i nuovi Principi di Comportamento (Ed. 2026), agire attivamente per riequilibrare le asimmetrie informative, specialmente verso il ceto bancario.

Misure Protettive e Cautelari

L’imprenditore può chiedere al Tribunale la sospensione delle azioni esecutive (pignoramenti e sequestri) per un massimo di 240 giorni.

Estensione ai Garanti

Un’importante evoluzione giurisprudenziale (Tribunale di Verona, 2024; Tribunale di Genova, 2025) ammette l’estensione delle protezioni anche ai soci o terzi garanti, qualora mettano beni personali a disposizione del piano di risanamento.


Misure premiali e Transazione Fiscale nella composizione negoziata della crisi

La CNC offre incentivi significativi per spingere l’imprenditore a una gestione trasparente del debito pubblico.

Riduzione oneri

Dall’accettazione dell’esperto, gli interessi sui debiti tributari scendono alla misura legale e le sanzioni sono ridotte al minimo.

Transazione Fiscale (Art. 23, co. 2-bis)

L'estensione della transazione fiscale ai tributi locali

Il Correttivo-ter ha introdotto la possibilità di concludere accordi transattivi con Agenzia delle Entrate e INPS direttamente in CNC, prevedendo il pagamento parziale o dilazionato del debito.

L’imprenditore può ora formulare una proposta di accordo transattivo anche agli enti territoriali per il pagamento parziale o dilazionato dei tributi locali. Trattandosi di un percorso interamente pattizio e privo di un giudizio di omologazione, non opera il cram down (la sostituzione del dissenso da parte del tribunale).

Neutralità Fiscale

Lo stralcio dei debiti non genera sopravvenienze attive tassabili per l’impresa (Art. 88 TUIR), evitando che il risanamento si trasformi in un nuovo carico fiscale.

Rateizzazioni

Con la firma dell’esperto, è possibile ottenere piani di rientro fino a 120 rate per imposte non ancora iscritte a ruolo.


Documenti da depositare telematicamente presso la CCIAA

Per attivare la CNC, l’imprenditore deve inserire sulla piattaforma nazionale gestita dalle Camere di Commercio la seguente documentazione obbligatoria:

  1. Bilanci approvati degli ultimi tre esercizi o dichiarazioni redditi/IVA per chi non ha l’obbligo di deposito.
  2. Situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata a non oltre 60 giorni.
  3. Progetto di piano di risanamento conforme alla check-list ministeriale e un piano finanziario a 6 mesi.
  4. Elenco dei creditori con indicazione dei crediti scaduti e delle garanzie.
  5. Certificazioni debitorie: Certificato unico debiti tributari (AdE), situazione AdER, e certificato debiti contributivi (INPS/INAIL).
  6. Estratto Centrale Rischi non anteriore a tre mesi. Nota: Se le certificazioni pubbliche tardano, è ammessa l’autocertificazione di averle richieste almeno 10 giorni prima.

Riepilogo e Fresh Start

La Composizione Negoziata della crisi (CNC) si conferma nel 2026 come lo strumento più flessibile per risolvere la crisi preservando l’azienda. Se le trattative hanno esito positivo, possono sfociare in contratti biennali di continuità o in Accordi di Ristrutturazione.

In caso di insuccesso delle trattative condotte con correttezza, rimane accessibile il Concordato Semplificato per la liquidazione del patrimonio (CSL), che permette una chiusura rapida senza il voto dei creditori.


Disclaimer e Contatti dello Studio

Le informazioni contenute in questo articolo sulla Composizione Negoziata della Crisi hanno finalità puramente informative e non costituiscono parere legale. La complessità della materia richiede un’analisi tecnica sartoriale per ogni singola impresa.

Lo Studio Legale Squillacioti & Grillo, specializzato in procedure concorsuali, sovraindebitamento e gestione della crisi d’impresa, assiste gli imprenditori nel percorso di risanamento e nelle interlocuzioni con gli Esperti e i Tribunali.

Contatta i nostri professionisti, Avv. Italo Grillo e Avv. Antonella Squillacioti, per una valutazione della tua posizione e per avviare il tuo percorso di Fresh Start.

Consulenze e pareri online dello Studio Legale Squillacioti & Grillo

FAQ Finali

Un’impresa già insolvente può accedere alla Composizione Negoziata?

Sì, il Correttivo-ter ha chiarito che l’accesso è consentito anche in stato di insolvenza, purché esistano concrete prospettive di risanamento e il dissesto non sia irreversibile.

Cosa succede ai pignoramenti in corso se chiedo le misure protettive nella Composizione Negoziata?

Dalla data di pubblicazione dell’istanza nel Registro delle Imprese, i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio aziendale, garantendo all’imprenditore il tempo necessario per negoziare.

L’Esperto può decidere di chiudere l’azienda o vendere i beni nella Composizione Negoziata?

No. L’imprenditore conserva la piena gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa. L’Esperto ha solo compiti di facilitazione e può esprimere dissenso scritto per atti pregiudizievoli ai creditori, ma non ha poteri decisionali.

🌐 Piattaforma nazionale per la Composizione Negoziata

Per le imprese in difficoltà, Unioncamere mette a disposizione la piattaforma nazionale di supporto:

La piattaforma nazionale a supporto delle imprese in difficoltà di Unioncamere